La liberalizzazione del Rito Romano è il più
grande
atto di governo di Papa Benedetto XVI................................ pag. 23
Liturgia nei Cieli (dunque trinitaria)
e Liturgia sulla terra (dunque cristica)............................. pag. 23
La conoscenza dei quattro Nomi della Seconda Persona
della ss. Trinità permette di sapere bene cosa deve farsi
sulla terra per essere ben accetti ai Cieli................................ pag. 24
Perno della filosofia dell’æsthetica, con cui in queste pagine
si studierà la Liturgia, è la figura della similitudo ................. pag. 25
Importanza della disciplina æsthetica
nella valutazione della res liturgica ..................................... pag. 25
La disciplina æsthetica è pari alla liturgica a causa
del doppio Nome del Figlio della Mente del Padre............... pag. 26
Il principio di somiglianza nasce dalla ss. Trinità ............. pag. 26
Per il principio di somiglianza si sparge
nel creato la Liturgia del “Sì” infratrinitario ......................... pag. 27
Per il principio di somiglianza la salvezza di ogni uomo
sarà in proporzione alla somiglianza tra l’adorazione
compiuta da lui e quella compiuta da Cristo ........................ pag. 27
La Logoscrazia, o Governo sul mondo
del Figlio di Dio, il Logos .................................................... pag. 28
Oltre che compiuta, la Liturgia deve essere anche insegnata.
Le due cose insieme impongono la sacralizzazione
non solo dell’individuo, ma dell’intera società ..................... pag. 28
Fonte del linguaggio, dell’istruzione, dell’arte,
della dottrina, e di ogni altra necessità della polis sociale
– e della stessa polis –, è la Liturgia ..................................... pag. 29
La Logoscrazia e la Chiesa: il governo ‘petrino’ ................. pag. 30
Il giuramento con cui ogni nuovo Papa promette a Dio
e alla Chiesa di governare nella divina immobilitas.............. pag. 30
Fine ‘strumentale’ della Logoscrazia è assicurare al moto degli
enti della terra l’immobilitas dell’Essere che è nei Cielipag...pag. 31
L’ucronica immobilitas da tenersi nel creato
è indizio forte dell’eternità che lo attende ............................ pag. 31
La triplice immobilitas: di insegnamento,
di conduzione, di culto ........................................................ pag. 32
Ogni Papa governa misticamente su tutti i secoli............. pag. 32
L’erronea nozione di arbitrarismo divino
tenuta da Cartesio e dai Maomettani .................................... pag. 33
Il principio della Logoscrazia applicato alla Bolla liturgica
Quo primum tempore di Papa san Pio V ............................. pag. 33
Il monito di Papa Pio XII a chi crede di poter aderire
a Cristo senza aderire a Pietro............................................... pag. 34
L’unica intenzione che può spingere a governare
il sacro Rito è di tenere il Rito stesso.................................... pag. 34
[...]
Dal secondo sacro Nome Imago dipende il principio
di relazione, fonte di ogni altra realtà, compresa la fede ...... pag. 46
Equiparata la fede di chi vive secondo il principio
di relazione alla fede di chi vive nel suo rigetto.................... pag. 46
[...]
Una soluzione errata del problema della discontinuità
di dottrina è il ‘sedevacantismo’. Sua critica ....................pag. 55
In primo luogo l’universalità di consenso al Papa regnante
avalla la potestà del regno .................................................... pag. 55
Obbedire assolutamente, e aderire relativamente
al diverso grado di Magistero proferito................................. pag. 55
[...]
‘Tradizione’ come continuum dello status di essere
di ogni cosa nel suo proprio e individuale esistere ............... pag. 82
Il valore della continuità come garanzia
e ‘memoria dell’essere’ nella storia....................................... pag. 83
Il continuum di una traditio è necessario agli enti per legarsi
a se stessi attraverso la propria specifica ‘storia’ di enti ....... pag. 83
Il progresso e la crescita della Chiesa possono aversi
unicamente a partire dalla soprannaturale sua immobilitas .. pag. 84
La Logoscrazia è in opposizione precisamente alla ,
eroscrazia cioè al governo del desiderio e del senso............ pag. 84
Monarchia papale, monarchia divina e monarchia umana ...pag. 84
[...]
Il ruolo che si dovrebbe dare all’obbedienza,
ossia al principio primo del cattolicesimo..............................pag. 87
L’esempio della fede di Abramo e della ‘non fede’
delle figlie di Lot dinanzi allo ‘stato di necessità’ .................pag. 87
Il principio di obbedienza, per mantenersi
nel soprannaturale della fede, va tenuto solo al grado eroico,
perché al grado umano può restare incagliato
nel soggettivismo naturalistico...............................................pag. 89
[...]
Valore della somiglianza per stabilire
la continuità e la discontinuità tra Liturgie ......................... pag. 111
La somiglianza, nella Liturgia e nel Magistero,
deve essere in ogni tempo piena e massima....................... pag. 112
Identità tra ‘Volto di Cristo’ e ‘Liturgia’............................. pag. 112
[...]
L’immagine del Volto di Cristo che emerge dalle ss. Messe
celebrate in tutti i secoli è sempre la stessa ......................... pag. 114

Le differenze tra le diverse immagini del Santo Volto
emergenti dalla storia della Liturgia sono di stile
e di materiale, ma il Volto è sempre il medesimo................ pag. 114
L’obiezione che nasce dalla storia della Liturgia,
per la quale le prime ‘immagini - rubriche’
sarebbero differenti dalle successive....................................pag. 115
La storia della Liturgia mostra la progressiva
emersione dell’unica Imago liturgica (o Volto)
del Cristo nella Storia .........................................................pag. 116
La storia della Liturgia mostra che essa va sempre e solo
dall’implicito all’esplicito e mai va invece al contrario....... pag. 117
Il Paradiso di Dante, ossia lo sforzo fatto dall’intelletto
umano per ‘conquistarsi’ Dio .............................................pag. 117
La ‘conquista intellettuale’ di Dio l’ha fatta solo Cristo.
Dunque l’uomo non può ritirarsi da tutte quelle verità
che non lui, ma Cristo ha conquistate .................................pag. 117
L’atto oblativo di Cristo sulla croce è la più perfetta
adæquatio dell’uomo (nell’Uomo-Dio) alla eccelsa
Liturgia infratrinitaria, la sua mistica “conquista”................pag. 118
Nell’Imago del Figlio: 1) si specchia il volere del Padre,
2) si imprime la perfezione d’amore conquistata da Cristo
sulla croce, 3) si raccoglie ogni (almeno spirituale) martirio
di ogni suo discepolo ..........................................................pag. 118
La Presenza Reale, pegno e sacramento della realtà
dell’unione spirituale di Dio con l’uomo ............................pag. 119
La religione cattolica è l’unica a professare
che Dio è presente sulla terra quanto nei Cieli,
se pur sotto forma sacramentale...........................................pag. 119
[...]
È GESÙ Cristo stesso che dipinge il proprio sacro
Ritratto in ogni Liturgia, attraverso le parole e i gesti
dei propri sacerdoti............................................................. pag. 125
Il sacro Ritratto è un dipinto vivo di vita non solo ‘naturale’:
è una Persona parlante se stessa nelle parole e nei gesti
del celebrante...................................................................... pag. 125
I sei modi o gradi in cui Cristo è presente nella s. Messa.....pag. 125
Cipriano Vagaggini sottolinea che la Liturgia della Chiesa
è in ogni Messa una realtà di partecipazione
alla Liturgia perenne e celeste .............................................pag. 126
[...]
Una cosa è sacra se rispecchia in qualche modo
la Trinità, per cui, oltre che essere divina,
dunque arcana, deve, come la Trinità,
possedere l’elemento ‘relazione’.......................................pag. 139
Il significato di ‘sacro’ non si può trovare nella idealità
di Dio se Dio non è la ss. Trinità.........................................pag. 139
La relazione, che unisce due enti sacri tra loro,
è essa stessa un elemento sacro, il terzo, e, come
lo Spirito Santo, è ‘spirante’ da entrambi. ...........................pag. 140
Per sua natura la partecipazione, la comunità, è nel fatto
del sacro, ne è imprescindibile, e ne dipende in tutto..........pag. 141
Dunque va ribaltata la metodologia:
prima porre il sacro, e da qui la comunità ..........................pag. 142
La salita alla trascendenza compiuta in persona Christi
trascina nel sacro di Dio Trinità la partecipazione,
ossia la comunità ................................................................pag. 142
Natura nobilitante della religione, per cui,
entrando la Comunità di Cristo nel Sacro trinitario,
diventa Comunità sacra, diventa Ekklèsia trinitaria.......... pag. 142
Benedetto XVI, già da cardinale, definiva la Liturgia
come « una maturazione di Dio » nella Storia ...................pag. 142
Di tutti gli atti che l’uomo può compiere in terra o nei Cieli
quello della Liturgia è il ‘massimissimo’ .............................pag. 143
Il Motto di Romano Amerio posto a principio
di queste nostre pagine .......................................................pag. 143
[...]
Le 7 caratteristiche o note del divino Ritratto
dipinto dalla sacra Liturgia .............................................pag. 145
Prima nota: il Ritratto liturgico è uno...................................pag. 145
Seconda nota: il Ritratto liturgico è misterioso....................pag. 147
Terza nota: il Ritratto liturgico è somigliante.......................pag. 148
Quarta nota: il Ritratto liturgico è vero................................pag. 149
Quinta nota: il Ritratto liturgico è reale ..............................pag. 149
Sesta nota: il Ritratto liturgico è vivente...............................pag. 150

Settima nota: il Ritratto liturgico è miracoloso....................pag. 150
Le conclusioni ...................................................................pag.
151
(Pagina protetta dai dirritti editoriali).
* * *
BIBLIOGRAFIA DI ENRICO MARIA RADAELLI.
31 GENNAIO 2012.
* Enrico
Maria Radaelli, docente di Filosofia dell’estetica,
e direttore del Department of Æsthetic Phylosophy of International Science and Commonsense Association (Rome),
ha collaborato per tre anni alla cattedra di Filosofia della conoscenza
tenuta da Antonio Livi (sezione Conoscenza estetica) della Pontificia
Università Lateranense.
Si riporta qui di seguito il catalogo di
tutte le sue pubblicazioni, di cui si danno tutti
i ragguagli nelle pagine apposite di CONVIVIUM:
LA BELLEZZA CHE CI SALVA.
La forza di Imago, il secondo Nome dell’Unigenito di Dio, che,
con Logos, può dar vita a una nuova civiltà, fondata sulla bellezza.
Pro manuscripto (Prefazione di Antonio Livi), Milano 2011, in formato aureo, cm 14 x 25 su carta Pordenone vergata avorio delle cartiere di Cordenons (Friuli), pp. 336, € 35 (Hoepli - Coletti); in allegato La via soprannaturale per riportare pace tra prima e dopo il Vaticano II; tre gli obiettivi del libro: primo: riconosciuto il peccato d’omissione compiuto dalla Gerarchia dando, dal Vaticano II a oggi, un insegnamento “pastorale” invece che dogmatico, si dimostra che (anche per riavere la bellezza nel mondo) è assolutamente indispensabile ripristinare tutta la pienezza del dogma, a partire dalla liturgia; ecco come: secondo obiettivo, individuazione delle ‘Origini della Bellezza’ scoperte da san Tommaso nei quattro Nomi dell’Unigenito di Dio: Imago, Logos, Splendor e Filius: Imago (Immagine) è il Volto, la Forma e l’Espressione del Logos, del contenuto di ogni cosa e la prima fonte della verità; terzo obiettivo: esplicitare oggi il “criterio pratico” usato da sempre dalla Chiesa per fare e far fare bellezza nella pienezza della verità: dalla più sublime opera d’arte alla più semplice quotidianità, il binomio « tradizione e audacia » (riconosciuto autorevolmente anche dal cardinale Gianfranco Ravasi nel corso del Seminario di studi ratzingeriani tenuto nella Biblioteca del Pontificio Consiglio per la Cultura il 14 luglio 2010) circoscrive l’ambito in cui si deve muovere un artista per fare dell’arte e ogni uomo per muoversi verso un futuro di verità.
tutta la chiesa in uno iota.
Postfazione allo “Iota unum” di Romano Amerio.
Lindau, Torino 2009, pp. 673-714 di 752, € 29; i punti salienti sono tre: 1): dimostrazione che Amerio, con la « dislocazione della divina Monotriade », ha individuato la chiave della crisi della Chiesa (e, da qui, del mondo); 2): dimostrazione che Amerio ritiene del tutto impossibile, per decreto divino, ogni rottura della continuità della Chiesa, fosse anche solo di uno iota; 3): esposizione della chiara soluzione che Amerio dà alla crisi con la « Legge della preservazione storica della Chiesa », riscontrabile a p. 28 del libro: un ritorno su tutta la linea al magistero dogmatico di sempre.
stat veritas, mendacium fugit .
Postfazione allo “Stat Veritas” di Romano Amerio.
Lindau, Torino 2009, pp. 176-252 di 272, € 19,50; lo scetticismo e il relativismo denunciati da Amerio come inibitorii della forza della ragione danno luogo all’‘orrore assoluto e universale per qualsiasi novità’, cioè al misoneismo nell’arte – sacra o profana che sia –, con grave ricaduta nella liturgia, nella dottrina, nell’etica, nel comportamento sociale e nell’individuazione dei valori vivificanti.
la soprannaturale armonia tra intelletto e realtÀ.
Postfazione allo “Zibaldone” di Romano Amerio.
Lindau, Torino 2010, pp. 462-583 di 615, € 32; in undici capitoli è illustrata la relazione tra intelletto e verità; la verità chiede all’intelletto di ogni uomo di entrarvi e di prenderne possesso con i pensieri, i giudizi e la conoscenza fatti; viene anche chiarita la dimensione ecclesiale che la verità ha con l’uomo: dogmatizzare è la soluzione della crisi della Chiesa e un’esigenza caritativa sia verso la verità divina che verso l’uomo che la deve apprendere.
sacro
al calor bianco. La Messa di san Pio V e la Messa di Paolo VI
alla luce della filosofia dell’Æsthetica trinitaria.
Pro
manuscripto, Milano, 2008, in formato aureo, cm 14 x 25 su carta Pordenone vergata avorio delle cartiere di Cordenons (Friuli), pp. 189, € 23; in appendice il Breve esame critico del Novus Ordo Missæ dei cardinali Bacci e Ottaviani; la bellezza e la congruità della liturgia risplendono solo quando l’imago, l’immagine, o volto della singola Messa, è in continuità con la liturgia della Croce e della Trinità (come nel Rito detto Gregoriano, o Tridentino) e non è inficiata in nulla da ‘intenzioni seconde’, per giunta protestantizzanti (come nel Novus Ordo Missæ di Paolo VI); è sviluppata anche la soluzione ameriana (v. la Postfazione a iota unum) del grave problema dato dall’autorità del Papa allorché questi dovesse cadere nell’errore e poi anche, come oggi, insegnarlo.
INGRESSO
ALLA BELLEZZA. Fondamenti a un'estetica trinitaria.
Prefazione di Elio Franzini), Fede & Cultura, Verona, 2007, esaurito; seconda ed. pro manuscripto in formato aureo, cm 14 x 25 su carta Pordenone vergata avorio delle cartiere di Cordenons (Friuli), pp.
399, € 30; per la prima volta nella storia della filosofia è mostrata la fondamentale unità tra pensiero e realtà, a partire da san Tommaso: il Figlio di Dio ha nome non solo Verbum (Logos, Pensiero), ma anche Imago (Specchio, Volto); da questi due Nomi divini è delineata una nuova gnoseologia “æsthetica” e una Teoria generale del linguaggio umano e dell’arte: linguaggio umano e arte sono metafora della realtà; la Teoria si fonda su valori dati soltanto dalla Trinità; la conoscenza è strumento decisivo – contro le dottrine relativiste dominanti – per innalzare l’uomo dalla vita terrena a quella eterna attraverso quella « adæquatio rei et intellectus » (adesione alla realtà) intravista da Aristotele e compiuta da Cristo; si mostra come Caravaggio, pittore cattolico, possa confutare il relativismo erroneo ed eretico di Cartesio e di Kant.
ROMANO
AMERIO. della veritÀ e dell’amore.
Marco
Editore, Lungro di Cosenza, 2005; pp. 340, €
25; (Introduzione di Antonio Livi), Marco Editore, Lungro di Cosenza 2005;
è il primo testo in cui vien fatta emergere in tutta la sua portanza di tesi centrale di Amerio, la « dislocazione della divina Monotriade », o « questione del Filioque », dove l’amore prende il posto del Verbo; Interventi appositi di don Divo Barsotti e dei vescovi Mario Oliveri
e Antonio Santucci; sono date le più ampie notizie sul pensiero del Luganese; le uniche due interviste
(a « Sì sì no no
» e a « Il Sabato »), le tre recensioni
su fogli cattolici (« Civiltà Cattolica
», « Jesus » e quella, censurata,
per « L’Osservatore Romano »), il Piccolo glossario per la lettura di Iota unum e l’elenco di tutte le sue opere filosofiche.
IL
MISTERO DELLA SINAGOGA BENDATA.
(Introduzione di Antonio Livi) Effedieffe Edizioni, Milano, 2002;
(esaurito); seconda ed. pro manuscripto, Milano 2010, in formato aureo, cm 14 x 25 su carta Pordenone vergata avorio delle cartiere di Cordenons (Friuli), pp. 410, € 35; due le novità di questo libro controcorrente: 1): Dimostrazione filosofica dell’affermazione teologica di san Tommaso: « Dio è le tre Persone » (S. Th. I, 39, 6), da cui la tesi dell’Autore: « Dio, se non è trino, nemmeno è » (tesi oggi professata anche dal celebre teologo mons. prof. Inos Biffi, v. « L’Osservatore Romano » del 16-9-11 e del 16-1-12, che però si guarda bene dal citare il Radaelli e di giungere alle conseguenze logiche cui dovrebbe con lui giungere); eguaglianza tomista e tesi filosofica mostrano l’illogicità dei due monoteismi “secchi” Ebraismo e Islam, privi delle tre Persone divine, portatori di ideologie improprie, non conformi alla realtà e gravemente alienanti; 2): L’Introduzione di Antonio Livi, che nell’espressione « le tre grandi religioni monoteiste » evidenzia il pericolo di indifferentismo religioso e dogmatico e sollecita la discussione di un libro divergente rispetto alle “guide lines” religiose dominanti: il saggio è per Livi di un « eccezionale rigore logico […] e dunque la ‘dottrina della sostituzione’ – conclude il Decano di Filosofia alla Lateranense – va mantenuta ».
Tra le sue conferenze (v. hortus conclusus):
in
principio era il verbo, non l’amore.
errori
dalla ‘dislocazione’ delle essenze trinitarie.
Relazione
al Convegno voluto dal Centro Studi Oriente Occidente
su Romano Amerio nel X anniversario della morte: Romano
Amerio, il Vaticano II e le variazioni nella Chiesa
cattolica del XX secolo, Ancona, 9 novembre 2007 (Atti editi da Fede & Cultura, Verona 2008;
p. 23 di pp. 78-91 di 145, € 20).
ROMANO
AMERIo, veritÀ e tradizione.
Relazione
al Convegno italo-svizzero su Romano Amerio nel I centenario della sua nascita, Romano Amerio. L’Umanista, il Luganese, il Cattolico, Lugano, 24 gennaio 2005 (Atti editi in coedizione da « Cenobio » - Casagrande, Lugano - Milano 2005; pp. 45-53 di 87, € 18).
metafisica delle tre “grandi religioni monoteiste”:
cristianesimo, ebraismo e islam.
Conferenza al Circolo Tradizionalista Agostino De Torri,
Biblioteca di San Giovanni Evangelista
(Parma, 30 ottobre 2004).
Tra i suoi articoli (v. aculeus):
La via soprannaturale per riportare pace
tra prima e dopo IL VATICANO II.
Testo pubblicato in Italia su « Fides catholica », dicembre 2011, n. 2.
Texte publié en France dans « Catholica », décembre 2011.
Dopo il Vaticano II, dice Amerio, nella Chiesa non vi è né rottura con la Tradizione (tesi della Scuola di Bologna), né “riforma nella continuità” (tesi dell’attuale magistero), ma uno studiato e grave mélange tra rottura de facto e continuità de voce, per rigettare il quale tutti i “tradizionisti” del mondo dovrebbero convergere in un’unica Rete con l’obiettivo di ristabilire il clima dogmatico indispensabile alla Chiesa per proseguire la sua missione.
Il
giardino della bellezza ha una chiave antica.
Proseguono
i contributi sulla centralità del Bello nella città, nella cultura e nell’arte. Qui è ripreso l’antico quesito: se effettivamente la proporzione aurea sia il “metro
estetico” universale, dunque valido anche oggi, e perché, e dove ancora abiti (« Il Domenicale
», anno 7, n. 24, 14 giugno 2008, pp. 8-9).
l'architettura
del bello e del vero.
Come
scoprire nell’edificio sacro il volto dell’Eterno.
(«
L’Osservatore Romano », 4-5 febbraio 2008, p. 4). Tit. orig.: In una cupola il segreto del secondo Nome del Figlio di Dio.
una
tela appoggiata ai vangeli.
L’invisibile
verità si fa immagine nell’opera di Caravaggio.
(« L’Osservatore
Romano », 14 febbraio 2008, p. 4). Tit. orig.: Caravaggio, la Chiesa e la conoscenza delle cose.
quella
volta radiosa che esprime l’incontro
tra
terra e cielo
Arte sacra e origini della bellezza.
(« L’Osservatore
Romano », 12 giugno 2008, p. 5).Tit. orig.: L’origine
della Bellezza.
splendore e mistero di un sorriso.
Filosofia estetica e teologia trinitaria dei Quattro Nomi
dell’Unigenito. (« L’Osservatore
Romano »,
30 settembre 2009, p. 4).Tit. orig.: Il sorriso della Bellezza
in Dio e nella Chiesa e società d’oggi.
GNOSEOLOGIA
E TRINITÀ: SUL METODO DELLA FILOSOFIA CRISTIANA
IN
TOMMASO E BONAVENTURA
« Aquinas
», settembre 2003 (Pontificia Università
Lateranense); e « Sensus Communis », vol. 5, marzo 2004, n. 1.
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