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Sito di metafisica e teologia per un progetto culturale cattolico Aurea Domus Aurea Domus Aurea Domus

Romano Amerio
Zibaldone
Postfazione di
Enrico Maria Radaelli

Lindau, Torino, giugno 2010
pagg. 615, € 32
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Romano Amerio
Iota unum.
Studio delle variazioni
della Chiesa cattolica
nel secolo XX

Postfazione di
Enrico Maria Radaelli

Lindau, Torino, giugno 2009
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Romano Amerio
Stat Veritas.
Seguito a "Iota unum"

Postfazione di
Enrico Maria Radaelli

Lindau, Torino, giugno 2009
pagg. 272, € 19.50
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Enrico Maria Radaelli
Sacro al calor bianco.
La Messa di san Pio V
e la Messa di Paolo VI
alla luce della Filosofia
dell'Æsthetica trinitaria.

(pro manuscripto)
Milano, 2008, pagg. 188, € 23
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Enrico Maria Radaelli
Ingresso alla bellezza.
Fondamenti a un'Estetica trinitaria

Fede & Cultura, Verona, giugno 2007
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Centro Studi Oriente Occidente
Romano Amerio,
il Vaticano II
e le variazioni
nella Chiesa cattolica
del XX secolo

Fede & Cultura, Verona, 2007
pagg. 145, € 20
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Enrico Maria Radaelli
Romano Amerio.
Della verità e dell'amore

Marco Editore, Lungro, giugno 2005
pagg. 339 + XXXV, € 25
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Enrico Maria Radaelli
Il Mistero della
Sinagoga bendata

Effedieffe Edizioni
Milano, dicembre 2002
Pagg. XXIX + 409 - € 30
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HOMEPAGE > CONVIVIUM >
IL MISTERO DELLA SINAGOGA BENDATA > § 41

Enrico Maria Radaelli *
Il Mistero della Sinagoga bendata.

§ 41: ‘OLOCAUSTO’:
CONCETTO SOPRANNATURALE.

 

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Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaSe in tutte le pagine di questa ricerca [l’Autore parla de Il Mistero della Sinagoga bendata, di cui qui è riportato il § 41] ci si è premurati di esporre ogni cosa fermamente ma anche con riguardo e prudenza, tanto più lo si farà in questo delicatissimo paragrafo cui non si può sfuggire per toccare, anche sotto questo particolare aspetto, il cuore del problema dell’uomo – come entrare nella casa della vita – senza causare in lui ribellione, ma liberante assenso. Perché « due cose desidera principalmente l’uomo: in primo luogo quella conoscenza della verità che è propria della sua natura. In secondo luogo la permanenza nell’essere, proprietà questa comune a tutte le cose. In Cristo si trova l’una e l’altra. Egli è la via per arrivare alla conoscenza della verità […]. Similmente egli è la via per giungere alla vita, anzi, egli stesso è la vita » (Tommaso d’Aquino, Super Ioannem expositio, n. 1868).
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaSicché cogliamo l’occasione, qui non peregrina, per suggerire che forse, di questa parola ‘olocausto’, se ne fa un uso oggi per molti versi piuttosto improprio, stando a ciò che il termine biblico vuole significare nella sua accezione più pertinente, che è l’accezione soprannaturale.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaPremessa infatti a ogni buon uso dei concetti espressi nelle sacre Scritture è riconoscere che, avendo queste ultime un’origine squisitamente sopramondana, esprimono e vogliono esprimere concetti in primo luogo sopramondani, dati i quali ogni significato letterale, storico, carnale, ad essi rimanda immediatamente e connaturalmente. Questi significati ultramondani poi, a loro volta, vanno ascritti e stretti precisamente al Cristo, per cui si può e si deve dire, con il Cristo, che tutte le Scritture parlano di lui o, come egli dice, che « esse rendono testimonianza a ME » (Ioan., V, 39b).
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaDetto in altri termini: se Cristo non fosse, non sarebbero a fortiori le Scritture. Le Scritture sono uno dei tanti volani di trasmissione (il più assolutamente esimio, essendo divino) della altrimenti ‘ineffabile parola’ di cui Dio si serve per comunicare all’uomo il Cristo, la Trinità, quindi la possibilità redentiva. Ma, come si sottolineava nella conclusio della nostra tesi, non si è ancora scoperta appieno la centralità del Cristo nell’economia della comunicazione tra un Dio che vuole comunicare con la creatura sua amata.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaNel termine ‘olocausto’ è significato un sacrificio, ovvero un’oblazione a Dio, totale della vittima (greco hòlos: tutto intero, kaustikòs: bruciante; ebraico: ‘ôlâh): carnalmente, vuol dire prima di tutto « ‘dono’ e ‘offerta’ dei propri beni a Dio in segno di riconoscenza e di ringraziamento »; 1 [Così padre Angelo Penna, in Dizionario Biblico, diretto da mons. Francesco Spadafora, voce Sacrificio] in secondo luogo l’olocausto, in quanto distruzione completa dell’animale, rappresenta « l’offerta integrale con cui l’uomo intendeva mostrare la sua completa dedizione a Dio (Levit., I, 3) », 2 [Ibidem. Cfr. anche Enciclopedia Cattolica, voce Sacrificio, III. Il S. nel V. Testamento, coll. 1593-97.] per cui il corpo della vittima deve bruciare con la combustione anche delle viscere.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaSpiritualmente, quindi sostanzialmente, la profonda verità espressa dalla perifrasi ‘sacrificio di olocausto’ consiste nel fatto che la vittima rappresenta, essendo come abbiamo detto l’animale mera figura delle disposizioni interiori dell’uomo, il sacrificio dell’uomo stesso, l’offerta di sé a Dio. Quindi la vittima deve in primo luogo offrirsi esplicitamente e consapevolmente come dono e offerta a Dio; in secondo luogo, nell’offerta la vittima deve estinguere di sé tutto, fin la più viscerale e riposta personale volontà.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaNell’arsione caustica, la vittima compie la più totale e annientante offerta di sé: del proprio intelletto, della propria volontà, della propria dignità, della propria libertà. In una parola: del proprio essere uomo. Così, chiarissime, le Scritture: « Come è di un olocausto di arieti e di tori, come di agnelli pingui a migliaia, così sia del nostro sacrificio nel tuo cospetto oggi e riesca a piacerti; perché non c’è confusione per quelli che confidano in te » (Dan., III, 40). 3 [Per una più completa comprensione del Testo, ovviamente, consigliamo la lettura di tutta la Preghiera di Azaria (vv. 24-45), proferita dal giovane all’interno della fornace ardente ove era stato posto, insieme ai suoi compagni ebrei, dal re assiro Nabucodonosor. Segnala il Ricciotti: " Una nota di S. Girolamo nella Vulgata avverte che il tratto [che comprende i presenti versetti] manca nei libri ebraici, e un’altra nota dopo il v. 90 avverte che il tratto è stato desunto dalla versione greca di Teodozione » (Giuseppe Ricciotti, op. cit., pag. 1205, nota 1). Purtroppo quindi, se questi versetti, pur precedentemente presenti anche nella versione ebraica delle Scritture, non fossero stati espunti, forse avrebbero potuto offrire ai giudei per primi dei paralleli tra l’episodio profetico e la loro recente tragica situazione vissuta sotto la pagana, bestiale dittatura nazista. ]
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaIn questo olocausto di oblazione, descritto in punto di morte dal giovane Azaria, prigioniero ebreo alla corte di Nabucodonosor, come atto volontario mite e assoluto cui egli per primo eroicamente si esemplava, sono presenti: il perdono preventivo e totale dei nemici, la disponibilità aprioristica a porgere mitemente l’altra guancia, la remissione a Dio di ogni ‘vendetta’, che altro non sarà se non aver ragione dei propri nemici strappandoli dalle concupiscenze e dalle superstizioni cui sono tragicamente aggrappati.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaEcco il motivo profondo e solenne per cui si dice che il sacrificio di olocausto, molto più che gli altri due tipi di sacrificio richiesti da Dio nel Primo Testamento, figura, prepara e rimanda al vero sacrificio eterno e unico compiuto da GESÙ Cristo sulla croce e rinnovato da lui nella quotidiana Eucaristia. 4 [Così anche Papa Leone XIII nell’Enciclica Caritatis studium ai vescovi della Scozia, 25 luglio 1898, Denz., 3339: « Già molto tempo prima che Cristo nascesse, i sacrifici usati nell’Antico Testamento preannunciavano il sacrificio compiuto sulla croce ».] E’ solo alla luce di siffatte considerazioni che si può rendere perspicuo il significato profondo emergente dal termine ‘olocausto’.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaNoi siamo annichiliti da questa singolarità provvidenziale: che, per meglio indicare il carattere del più eccellente dei tre tipi di sacrificio del culto ebraico, Dio abbia fatto parlare Azaria, uno dei tre compagni di Daniele, ebrei prediletti da Dio per la limpidezza del loro cuore, e lo abbia fatto parlare, anzi, cantare, proprio dall’interno di una fornace ardente, egli stesso quindi predestinata e consapevole vittima di olocausto, offerta innocente a Dio e, come si sa, tanto accettata da Dio da ricevere da lui la grazia della liberazione personale e, in sovrappiù, della liberazione di tutto il popolo dalle catene del dominatore straniero. (La similarità della situazione con i più recenti avvenimenti, nella sovracosmica visione di Dio è, come poi gradualmente risulterà, più che ottusa coincidenza.)
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaPer analogia, si possono e debbono fare simili considerazioni anche per tutti gli altri concetti biblici, come abbiamo detto, per esempio quello primario contenuto nel termine ‘Messia’ (ebraico: Mâsîah, Unto). Oggi, come si è più volte accennato, vi è la tendenza da parte di molti giudei a riconoscere ‘Messia’ non un singolo individuo ancora da venire ma tutto il popolo d’Israele nel suo insieme (cunctus), quasi esso rappresenti la figura eminente in cui si realizzerebbe il ponte tra l’umanità e Dio. Questa dottrina sarebbe imperniata sulla potenza della nazione ebraica, presa nel suo complesso plurimillenario, potenza capace di assoggettare i popoli gentili, ad essa “per natura” subalterni, per via di quella che sarebbe la sua (orgogliosamente sostengono) superiorità intellettiva, morale, economica e, al fondo, religiosa. 5 [Cfr. Israel Shahak, Jewish History Jewish Religion, the weight of three thousand years, con Prefazione di Gore Vidal, Pluto Press Limited, New York 1994.] In forza di questa carismatica potenza tutto il popolo d’Israele sarebbe ‘sacerdote e re’ tale da presentare un giorno a Dio tutti i popoli della Terra prima a sé assoggettati.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaAll’affermazione storica di questa accezione di ‘Messia’ non sarebbe estranea la previa affermazione del concetto di ‘olocausto’ riferito, come è avvenuto nei tempi più recenti, all’efferato sterminio perpetrato dall’ateismo nazista. Però bisognerebbe obiettare che a questo concetto di ‘olocausto’ manca fondamentalmente la determinazione di fare di sé un sacrificio, un’offerta a Dio, con tutte le disposizioni spirituali sopra viste che ne conseguono, determinazione che fu invece presente ai tre innocenti ebrei buttati da Nabucodonosor nella fornace. Azaria, a nome dei compagni (e probabilmente di tutto il popolo esiliato a Babilonia), alza al Signore una preghiera pura, altissima, esemplare: egli vede che, in quelle tragiche condizioni in cui l’esilio li costringe, milioni di ebrei sono messi nella condizione di non poter offrire all’Altissimo tutti i sacrifici che gli sarebbero dovuti. Eleva allora a Dio un’offerta forte, atletica, frutto di un altrettanto straordinario sillogismo: “Noi ti dovremmo fare, o Dio, migliaia di sacrifici con arieti e agnelli grassi e tori ma, essendo in cattività lontani dall’unico tempio dove ci è permesso sacrificare, e volendo peraltro in ogni caso offrirti dei sacrifici di impetrazione, di ringraziamento per l’esistenza che ci dai, di olocausto per significarti che tutto ti è dovuto, ecco che ti offriamo le nostre stesse miserevoli e piangenti persone, speranzosi solo che tu non disdegni questo dono, per quanto incommensurabile esso sia, ovvero infinitesimo, nei confronti della tua Maestà eccelsa”.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaQuesta preghiera fu gradita a Dio, e il motivo di questo gradimento risiede, come si può desumere da tutto quanto è stato detto fin qui, nella disposizione di umiltà dei tre giovani perseguitati. Essi non solo si rifiutavano di sacrificare alla statua d’oro e agli dèi di Nabucodonosor, ma si rendevano essi stessi, con i loro cuori roventi di Dio, purissimo sacrificio di olocausto al loro vero Dio.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaAzaria si fa eminente figura del Cristo che, non trovando tempio, vittima, sacerdote, culto, altare adeguati alla Maestà di Dio, offrirà se stesso come unica vittima atta a placare la Maestà di Dio offesa dal peccato del mondo, come spiegato dallo Spirito Santo in san Paolo, particolarmente nella sacerdotale Epistula ad Hebraeos.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaIn questa prospettiva soprannaturale, anzi, specificatamente, cristologica, risulta quindi assolutamente incompleta la materiale strage anche persino della metà di un popolo per parlare propriamente di ‘olocausto’. Non tanto perché materialmente non vi sia stato annientamento, quanto perché è lo spirito che, ribellandosi al proprio patire, non perdonando il proprio persecutore, non raccogliendo in sé come Azaria e compagni raccolsero tutti questi sentimenti cui Dio li aveva addestrati, non offre a Dio il proprio martirio, non realizza il requisito di incondizionato e ardente sacrificio. 6 [Qui, come logico, ci si ferma al giudizio ad extra, quello desumibile dal comportamento esterno e oggettivo compiuto dall’insieme del popolo. Resta imperscrutabile il cuore di ciascuna di quelle vittime che, nella persecuzione feroce e brutale, può senz’altro aver espresso verso Dio i sentimenti migliori di fiduciosa offerta esemplati dal comportamento che abbiamo visto del grande Azaria o da quello delle due sante sorelle Edith e Rosa Stein: veri, consapevoli e volontari olocausti di Cristo, il primo, prefigurativo, in Babilonia; le seconde, sue copie, in Auschwitz-Birkenau.] Requisito che invece Cristo compì perfettamente, e non altri compie se non chi con lui condivide misticamente nei secoli la sua offerta: tutti i ben oltre 70 milioni di martiri che prima e dopo di lui sono morti in vista della sua risurrezione, a partire dai ‘santi innocenti’, piccoli ebrei di Betleem di Giuda. 7 [Vedi Matth., II, 16-18. ] Qui c’è Olocausto, non là.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolica‘Olocausto’ è concetto non umano, non quindi ‘ebraico’, ma sovraumano, divino, come abbiamo detto essere tutti i concetti biblici. Si dice che questi concetti sono sovraumani non perché semplicemente essi sono discendenti da Dio ma, propriamente e specificamente, perché, come il concetto di ‘olocausto’, essi sono proprietà attinenti esclusivamente a Dio, e precisamente al suo Cristo, il Verbum divino: nel caso della vittima per olocausto l’arsione completa delle bestie fin nelle loro viscere era figura dell’arsione d’amore bruciante che immolò in GESÙ la vittima eminente da offrire al Padre. Appropriare questa proprietà ad altri uomini, al di fuori della mistica condivisione con il suo perfettissimo atto, può risultare, in una certa prospettiva, azione pericolosa, certo erronea, anche se, forse, non volutamente falsificatoria.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaLa prospettiva per la quale essa risulta pericolosa è quella alla quale tutte le pagine di questo studio sono volte, ovvero la concreta possibilità che non venga afferrata dagli uomini d’oggi (tra cui tutti i giudei e molti cristiani, novelli Galati) l’importanza che possiede la fede come appiglio assolutamente unico per saltare nella vita eterna e, viceversa, come ogni altra cosa che fede non è non serva proprio a niente.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaQuesto è il punto in cui gioca un ruolo chiave il significato di ‘olocausto’: nell’uso improprio che se ne fa oggi non si può non rilevare un veemente desiderio di appropriazione assoluta, ideologica. Ma la strumentalizzazione di una parola forte, soprannaturale, espropriatone il vero significato, sarebbe atto colpevole di fronte alla coscienza e di fronte alla Storia. Come si è visto, lo svuotamento semantico delle parole non è solo portatore di vitalità della lingua e, conseguentemente, del popolo che l’elabora e che ne vive, ma è anche frutto di operazioni diligentemente preordinate per impadronirsi di un concetto elevato come ci si impadronisce di un re su una carrozza: rubare questa, ammazzarne il contenuto, sostituire il nobile cadavere con un fantoccio, cioè con un significato conveniente ai propri fini per far credere alle folle ignare dei semplici che quella che vedono passare è proprio la carrozza del re da gloriare.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaLa colpevolezza è poi direttamente proporzionale alla misura della brama di convincere gli uomini della verità delle proprie asserzioni. Ma anche la falsificazione ideologica degli avvenimenti storici va contro l’ottavo comandamento: « Non dire falsa testimonianza contro il tuo prossimo » (Exod., XX, 16). Chi è qui il prossimo? Il prossimo di quegli uomini che tentano quest’opera di svuotamento semantico, oltre che l’umanità cui si rivolgono, è qui GESÙ Cristo, il Messia di Nazareth. Se essi testimoniano che non solo non è lui l’olocausto di Dio, prima falsa testimonianza, ma anche, seconda falsa testimonianza, che il vero olocausto sono loro, loro giudei in quanto giudei, essi rubano il termine ‘olocausto’, espropriano e uccidono il suo divino e unico significato, ‘GESÙ Cristo, unico Unto del Signore e Re dei giudei’, sostituendolo con un significato naturalistico. La colpevolezza dell’espropriazione è direttamente proporzionale alla forza impressa dalla passione di avarizia (impossessarsi in qualche modo del mondo) che la promuove.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaSi badi bene: non è che con questo si deprezzi il dolore e il valore intrinseci all’immane e orrenda strage: le vittime e gli innocenti saranno da Dio e dagli uomini remunerati secondo giustizia e misericordia. Quello che si vuole deprezzare è il tentativo in atto di stornare da Dio le cose sue, appropriandole agli uomini con un certo orgoglio fuori posto, quando invece, sia detto con Giobbe, nulla nell’uomo può competere con Dio, nemmeno la sua più tragica immolazione e umiliazione, se non è compiuta secondo l’altissima, severissima e misericordiosissima volontà di Dio: GESÙ Cristo.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaMa allora, per completare il senso da dare a questo termine soprannaturale, cosa pensare dello sterminio perpetrato così atrocemente sui giudei dalle belve scatenate? Probabilmente, ancora una volta, sembrerebbe molto utile spiritualmente raffrontare l’atteggiamento offerto da Azaria, dai suoi compagni e, come si può ragionevolmente supporre, da tutti quei milioni di ebrei ad essi uniti allora nella sventura ma anche nella preghiera: tutti i giudei di tutti i tempi hanno l’opportunità elevatissima, data poi a tutti gli uomini della Terra, di cristificarsi nella fede arroventando i loro cuori, quindi nell’umiltà e nell’obbedienza, facendo di sé dei sacrifici viventi sull’esemplare Cristo, uomo-Dio ebreo cui tutti gli ebrei dovrebbero e potrebbero somigliare.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaLa vergine Maria, per esempio, pur non essendole mai stato torto nemmeno un capello, ebbe però il cuore trapassato dalla spada del dolore, come le fu predetto, 8 [Luc., II, 35: « E a te stessa una spada trapasserà l’anima ».] perché sotto la croce partecipò intimamente all’immolazione annientatrice di suo figlio: quell’olocausto, infatti, ‘bruciò’ in GESÙ il suo intelletto di Figlio che, nell’ atto massimo di ragionevolezza quale l’obbedienza estrema configura, rese in questo modo al Padre; 9 [Come spiega anche san Tommaso nella sua In evangelium Ioannis expositio, GESÙ Cristo, in quanto sommo intelletto e somma carità, governa tutte le potenze del proprio essere con la buona e retta ragione, indicando all’uomo la giusta assiologia con la quale configurare le proprietà della persona e così restituire a sé la propria dignità di figlio di Dio.] ‘bruciò’ in lui il suo diritto di essere riconosciuto Figlio di Dio e Dio stesso, per cui egli pote’ dire: « Però si faccia non la mia, ma la tua volontà »: 10 [Luc., XXII, 42b.] di essere Re, discendente da Davide, di un popolo che gli aveva preferito invece Barabba, un brigante ribelle, e Cesare, un pagano idolatra. Quell’olocausto, infine, ‘bruciò’ in lui tutta la sua umanità retta, innocente, giusta, ordinata, per la quale a buon diritto avrebbe potuto erigersi davanti ai popoli dicendo: “Io sono l’unico uomo immacolato, puro da ogni fomite di tentazione e da ogni più piccolo peccato, Io sono l’unico uomo che ha condotto la sua vita in tutto secondo il santo volere del Padre, adoratemi”. Ma anche questo, invece, che era suo diritto, offrì egli in olocausto al Padre. Offrì quindi la sua volontà di uomo, volontà desiderosa solo di compiere il bene degli uomini, e avrebbe potuto continuare a compierlo come l’aveva compiuto fino ad allora, ma, per dimostrare anche qui che non sono le vane opere che salvano, ma l’affidamento totale al Padre, egli lasciò che il decreto imperscrutabile del Padre si calcasse su di lui e interrompesse persino le sue opere buone e disinteressate di taumaturgo e di convertitore grande delle anime: consegnò la sua volontà al Padre e spezzò la sua vita nel fiore degli anni e nel fiore delle opere sante. E così via dicendo: si potrebbe continuare per molto.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaQuesto basti a dire che, di tutte queste cose offerte dal Figlio al Padre, la Vergine partecipò misticamente mettendo sull’altare dell’ offerta tutto quello che le spettava come Madre dell’uomo nell’unione intima col quale ella era misticamente figlia, sorella e sposa. Tutti gli ebrei di tutti i tempi possono e debbono compartecipare, in qualche misura, alla corredenzione compiuta in misura infinita da Maria, e questo è ciò che successe ad Abramo e che succede a tutti i cristiani. Questo è ciò che successe forse anche, ma non ci è concesso saperlo, a molti di quei giudei trascinati dalle belve naziste nelle fornaci ardenti di assiriaca memoria.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaQuanto ai cristiani, imbevuti come sono del sangue di Cristo per via dell’Eucaristia sacramentalmente ricevuta, e scorrendo in essi in questo modo sangue ebreo – e del più regale – sono come lui ebrei e possono ben esortare quindi i loro ex correligionari a partecipare della croce come vi partecipò la loro sorella e madre Maria.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaSi ha ragione di pensare che l’enormità dell’eccidio perpetrato dalle belve sia stata, essa stessa, una misericordiosa, severa, mistica prova permessa ancora una volta da Dio stesso per sollecitare, ai suoi figli lontani, prodighi come quelli della parabola omonima, 11 [Luc., XV, 11-32. A dir la verità la classica spiegazione della parabola quale la si trova anche nel Ricciotti è questa: « Il figlio maggiore ch’è stato sempre col padre è il popolo ebraico, prediletto da Dio. Ma esso è degno di biasimo quando s’ingelosisce al vedere i popoli idolatrici, simboleggiati dal figliuol prodigo, annessi al Regno di Dio, ch’è Padre misericordioso di tutti gli uomini ». Avviene però qui il contrario, come viene riconosciuto da molti predicatori, ovvero che il figlio stanziale è ormai da considerare il popolo dei gentili entrati nel cristianesimo, quali siamo noi, e il lontano è appunto il giudeo, cui bisogna far festa per il ritrovamento della sua umiltà.] una considerazione, questa: “Vi sembra smisurato il male subito, vi sembra infinito e disumano il dolore provato per tutte quelle orrende vessazioni, quelle morti atroci, quei legami rotti per sempre, inconcepibile per la sua vastità e la sua profondità davvero smisurata. Ebbene, ora Io vi dico come dissi al mio servo Giobbe: ascoltatemi. Quello che è stato compiuto da voi su mio Figlio supera la grandezza della prova che avete passata. La supera infinitamente, e qui vi dico allora: fate come Giobbe, fate come Azaria, fate come tutti i miei Profeti hanno fatto: adorate la mia volontà, riconoscendo questa incommensurabilità e riconoscendo che il vostro dolore largo come il mondo è niente. Io vi perdonerò, Io vi accoglierò subito nel mio seno di Padre, non voglio che questo.”
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaPurtroppo molti tra i giudei hanno risposto con pensieri mal suggeriti, pensieri lontani dai Profeti: “Non è vero che Dio mette alla prova l’uomo misurando le sue forze. Dio è un Dio severo, ci ha girato la sua faccia, è lontano da noi. La prova schiacciante che abbiamo dovuto subire ne è la dimostrazione. 11 [Ma, anche qui, se i giudei pensassero umilmente, e si guardassero intorno, vedrebbero che persino l’abnorme eccidio perpetrato su di loro è poca cosa, se paragonato a quello compiuto sui cristiani solo nell’ultimo secolo: i martiri cristiani di cui nessuno fa memoria ammonterebbero infatti a nove volte il numero di giudei sterminati dai nazisti atei: 45 milioni di anime che non entreranno mai nella storia, oltre ai perseguitati, agli oppressi, ai deportati: è l’olocausto di offerta richiesto dal Cristo (dati dell’Oxford University Press, esposti da Antonio Socci in I nuovi perseguitati, Piemme, Casale Monferrato 2002, pagg. 32 segg). ] Anzi, si può anche dire che Dio non esiste. Ma, se pure esiste, non si occupa di noi, essendo un Dio imperscrutabile e lontano. Ecco perché Israele è grande, perché esso è il Messia di se stesso”.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaBenedetto Croce avrebbe visto anche in questi ragionamenti disperati quella che fu giustamente definita la ‘ateoreticità dell’errore’, ovvero che « si erra perché si vuole errare », 12 [Benedetto Croce, Filosofia della pratica, pag. 60; anche, supra, § 39, pag. 145 e, a pag. 146, testo e nota 1.] ovvero perché la mente è mossa da una forma a lei estranea, quella della volontà, del sentimento, in questo caso mossa dall’intenzione di appropriarsi dei beni della Terra (avarizia), prendere così il posto di Dio (orgoglio), ribellandosi a lui (superstizione) e negandolo (falsa testimonianza).
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaCome si può poi non disperarsi di Dio? Come dice Osea: « Il mio popolo è duro a convertirsi: chiamato a guardare in alto nessuno sa sollevare lo sguardo » (Os., XI, 7). E questo svuotamento di Dio avviene in chi vuole avere una fede diversa da quella personale cristica e trinitaria di Abramo.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaMa Dio, o giudei scettici, disperati, vi ha per l’appunto provato in tale misura proprio per suggerirvi, a voi come a ogni popolo e a ogni anima singola perduta, che tutti sono da Dio affettuosamente amati e ricercati come pecorelle tra le spine e i rovi. Quindi, malgrado voi, come ogni perseguitato e suppliziato, possiate somigliare al Messia sulla croce per la rilevanza dell’annientamento subìto, egli vi sovrasta in tutto, come sovrasta tutti i dolori del mondo, perché, nella sua estrema umiltà, si è addossato tutti i peccati del mondo, anche i vostri (persino questi ultimi, bruttissimi, di cui si è appena parlato), e si è presentato al Padre come un obbrobrio, un verme. Per cui il sacrificio veramente infinito è il suo, 13 [Cfr. tutta l’Epistula ad Hebraeos.] non il vostro.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaQuindi: fatevi buon animo, perché, se Dio ha avuto pietà di suo Figlio pur essendosi esso presentato repellente, 14 [Psal., XXI, 7: « Ma un verme son io e non un uomo, l’obbrobrio degli uomini e lo spregio del mio popolo ».] carico com’era di tutti i peccati del mondo, i vostri compresi, tanto più avrà pietà di voi, se non vi ostinate nella vostra disperazione e non fate di questa vostra grande disperazione un mantello per coprire altre intenzioni meno pure.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaNoi infatti abbiamo ragione di ritenere che l’assillo con cui alcuni giudei oggi in tutti i modi cercano di accaparrarsi il concetto di shoah, di ‘olocausto’, sia dovuto al perseguimento di un fine ben determinato: togliere al Cristo di Nazareth la sua specificità di unica grande vittima, e unica vittima atta a placare lo sdegno del Padre offeso dall’uomo, addossandola a sé. Propalerebbero così per tutto l’orbe, potentemente, la propria messianicità di ‘Popolo unto’. E stornerebbero l’attenzione loro, dei loro figli e di tutti gli uomini che li ascoltano, dall’unica strada di salvezza e di eternità, il loro Cristo, solo per appropriarsi di un po’ di mondo. Ma si muore, e chi muore perde nella sua morte questo mondo, e poi anche quell’altro.
Aurea Domus - Metafisica e teologia cattolicaQuesto impianto sordidamente naturalistico, che per orgoglio toglie a Dio ciò che è proprio solo di Dio, va decisamente rigettato.

* Direttore del Dipartimento di Estetica
della Associazione Internazionale “Sensus Communis” (Roma).

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